[Imc-liguria] [rassegna stampa]
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Sun May 20 13:44:54 CEST 2007
Mando anche l'articolo del secoloXIX
Manganellate e shopping
destra e sinistra
Cariche e scontri in via Venti dove sfilano i manifestanti contrari al
corteo di Forza Nuova
L'OCCASIONE dello scontro è arrivata a metà di via Venti Settembre, quando
un militante del centro culturale "Idee in movimento" del Fronte Nazionale,
si è affacciato alla finestra della sede con braccia tatuate, maglietta nera
e sorriso beffardo. Stava passando proprio in quell'istante il corteo della
«sinistra antagonista», degli anarchici, dei centri sociali, dei portuali
«anti fascisti». Sono volati insulti e bottiglie di vetro, rovesciati
cassonetti. E dalla spazzatura sono arrivate le munizioni per nuovi lanci.
E' successo alle 18. Polizia e carabinieri sono intervenuti in forze,
caricando i manifestanti per spingerli verso De Ferrari mentre una pattuglia
della Digos, con i dirigenti Giuseppe Gonan e Riccardo Perisi in testa,
faceva irruzione nella sede del centro per far cessare le provocazioni. Il
finimondo è stato scongiurato perché il buon senso ha dominato l'adrenalina
alla fine, anche se i tafferugli sono avvenuti e i manganelli hanno mulinato
malauguratamente in mezzo a decine e decine di persone con gli occhi
sgranati e le borse dello shopping.
E' stato questo l'atto finale dell'annunciata e temuta manifestazione di
Forza Nuova. Ci sono stati sì il fermo e la denuncia per resistenza a
pubblico ufficiale del provocatore del Fronte Nazionale, un ragazzo di 27
anni («Stava solo difendendo quello che è nostro», ha urlato dalla finestra
uno dei suoi colleghi, ribellandosi all'intervento dei poliziotti, costretti
a sfondare una porta e a reagire con la forza dopo essersi trovati, secondo
la ricostruzione della questura, di fronte a una decina di persone di
estrema destra armate di bastoni). Ma il contro corteo della sinistra
antagonista non è riuscito nell'intento di bloccare i rivali e il comizio,
nei giardini di Brignole, del segretario nazionale Roberto Fiore e di quello
regionale Angelo Riccobaldi, organizzato in ricordo dell'uccisione del
missino Ugo Venturini.
I due fronti opposti non si sono mai scontrati. Mentre Forza Nuova faceva
l'appello davanti alla sede di piazza Giusti, a San Fruttuoso (la sede
assaltata mercoledì notte da un commando di sei anarchici), i centri sociali
organizzavano le contro mosse nei giardini di Brignole, guardati a vista da
uno schieramento in assetto anti sommossa. Le schermaglie a distanza sono
durate tre ore. Da una parte i forzisti di destra, a sbandierare vessilli
sorretti da aste in legno più simili a spranghe, e a ripetere i propri
slogan estremisti:«Boia chi molla è il grido di battaglia»; «Contro il
comunismo la giuventù si scaglia», «Stuprano le donne, violentano i bambini,
razza di bastardi, branco di assassini». E via così. Il tema del corteo era
uno: «Casa, lavoro, sanità prima agli italiani». L'obiettivo del
contro-corteo era altrettanto chiaro, bloccare il comizio di Forza Nuova.
Obiettivo rappresentato dallo stricione rosso con stella gialla portato
innanzi dalla sinistra antagonista: «Genova antifascista». Gli slogan,
gridati da qualche voce in più rispetto ai rivali - secondo i conti della
questura il confronto è stato vinto dalla sinistra per cento manifestanti a
cinquanta - erano dello stesso tenore: «Fascisti carogne, tornate nelle
fogne», per esempio.
Il corteo di Forza nuova non si è mosso da piazza Giusti fino a quando il
campo a Brignole non è stato sgombro. Per liberarlo polizia, carabinieri e
guardia di finanza hanno dovuto caricare un paio di volte i centri sociali e
gli anarchici, spingendoli verso via Venti. Era previsto? Era stata studiata
a tavolino questa mossa, che inavitabilmente ha spostato il teatro della
contestazione nella via dello shopping in pieno sabato pomeriggio? E' presto
per i bilanci, che questore e prefetto stileranno domani.
La reazione della sinistra antagonista è stata affidata alle bottiglie
lanciate sui caschi degli agenti e la controreazione ha portato a qualche
manganellata, con una manciata di contusi e qualche ferita superficiale alla
testa. Mentre i cortei si scioglievano, dagli anarchici a Matteotti si è
alzato, buon peso, anche qualche slogan rivolto all'arcivescovo Angelo
Bagnasco.
On 20-05-2007 12:13, "Amelinda" <amelinda a teknusi.org> wrote:
> giro mail che mi arrivò a proposito delle tarantelle di ieri.
>
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