[Imc-liguria] FTR 17 novembre. dead line domattina alle 10.

amelinda amelinda a teknusi.org
Mer 7 Nov 2007 18:09:23 CET


questo è la proposta che portiamo alice, mannu, paolo, malevoci e amelinda
deadline domattina. traduciamo e mandiamo anche ad indymedia.org e poi la proponiamo come ftr nazionale.
niente più

titolo proposto: NESSUNA CONDANNA NESSUN RIMORSO.
Che non siano due secoli di gabbia.
Immagine: http://blog.teknusi.org/wp-content/blogs//8/uploads//gabbia.jpg

Pura matematica, 225 anni di carcere, più due milioni e mezzo di euro per “danni all'immagine”(link). Queste sono le richieste di pena complessive (LINK) avanzate dai PM e dall'Avvocatura di Stato nel processo ai 25 manifestanti accusati di “Devastazione e Saccheggio” (http://supportolegale.org/?q=node/267)per il G8 2001.
Pene assurde per un procedimento altrettanto assurdo (video di corda)che ha reinventato le giornate del luglio 2001, proponendo una ricostruzione che contraddice persino le testimonianze video (link sassaiola tolemaide).


Il disegno spacciato dalle aule di tribunale ad uso dei buoni cittadini legge le azioni di piazza di quei giorni "come la lesione profonda dell'Ordine Pubblico, che ha non solo minato il senso di sicurezza dei cittadini, ma causato un terribile danno di immagine allo Stato”. (dalla requisitoria dell'Avvocatura di Stato).



Se aggiungiamo al quadro generale il concetto della compartecipazione psichica (link), diventa evidente il tentativo di far passare un precedente giuridico grazie al quale chiunque, per la sola presenza in piazza,  è condannabile, perseguibile, carcerabile. Secondo questo ragionamento tutti  i 300mila di Genova sono imputabili per Devastazione e Saccheggio, così come le lotte del movimento noTAV fanno parte di un delirio ecoterroristico, e qualsiasi ribellione diventa reato devastante di per se.
Se vogliamo chiamare le cose con il loro nome, come dice Canciani nella sua
democraticissima (link candidatura canepa) requisitoria, dobbiamo avere un’altra visione di Genova “devastata e saccheggiata” e ricordarci qual'è il vero saccheggio nel mondo, la devastazione portata avanti con costanza e quotidianamente dai Grandi della Terra. 
Sei anni dopo, le persone che in quei giorni erano in piazza torneranno a riempire le strade di Genova. Per rivendicare il diritto a resistere, per ricordare cos'è successo davvero quel Luglio 2001. Perchè quei 25 siamo noi, tutti noi. [Sabato 17 novembre concentramento ore 14 piazza Di Negro]


Tutti i comunicati.
Logistica (percorso del corteo, localizzazione del MC ospitalità treni infoline MC, iniziative collaterali.)


(approfondimento legale che starà nel NW)
A proposito della richiesta di pena su Devastazione e Saccheggio.
Art. 419 CP Chiunque commette fatti di devastazione o di saccheggio è punito con la reclusione da otto a quindici anni. 
La pena è aumentata se il fatto è commesso su armi, munizioni o viveri esistenti in luogo di vendita o di deposito.
Le richieste del PM partono da un minimo di sei anni (tenuto conto dei tutta una serie di attenuanti) fino ad un massimo di oltre 16 anni, (tenendo conto di tutta una serie di aggravanti).
La pena prevista dal legislatore per questo reato è altissima, e l’evoluzione “storica” di questo reato lo trasporta direttamente a “reato da stadio” o reato per scontri di piazza. Il PM nella requisitoria sottolinea il fatto che il senso di questo “delitto” va ricercato nel significato delle parole in uso comune, e non solo nel Codice Penale.

A proposito della compartecipazione di persone nel reato

Dalla requisitoria dell'Avvocatura di Stato: 
"Gli odierni imputati hanno sempre agito con la consapevolezza della
cooperazione altrui, dividendosi il lavoro e recando ciascuno un contributo
personale alla realizzazione dell'evento. Le singole azioni da essi poste in
essere hanno quindi perso la loro individualita' essendo dirette verso un unico
scopo e completandosi a vicenda, sono diventate parti di una unica operazione
fino a comporre un solo reato. Questa è l'essenza della compartecipazione
criminosa. Le varie azioni dei compartecipi, formando un blocco unitario,
appartengono a tutti e a ciascuno dei partecipanti. Come comune è lo scopo,
comune è l'operazione complessiva, che nell'intento di tutti è destinata ad
attuarlo. E se ogni socius sceleris è autore del delitto, ognuno e' tenuto in
solido con gli altri a risarcire tutti i danni derivati dalla commissione del
delitto stesso.
Evidentemente non si può mettere ad esempio che un imputato accusato di parte
attiva al carcere di Marassi, possa affermare che la sua responsabilità
risarcitoria è limitata al vetro della finestra che lui ha rotto gettando un
sasso, non estendendosi ad esempio all'incendio del portone dato che la molotov
è stata lanciata da un altro manifestante. Questa "parcellizzazione" delle
responsabilità e giuridicamente inammissibile nel nostro ordinamento. Ciascuno
di coloro che hanno partecipato all'assalto può invece essere richiamato a
rispondere per intero del danno complessivamente subito dal carcere, perchè
autore in concorso con altri del fatto che integra il reato. Se il reato è
unico, ciascuno dei suoi autori è tenuto in via solidale a risarcire il danno
che ne è conseguito."
Potesse essere solo fantasia…






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